CERCA

dal nostro archivio

  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
PDF Stampa E-mail
APRILE 1975 - MILANO APRILE 1975

Maggio 1975 : l'istituto Varalli

A maggio, gli studenti del Turismo, la scuola di Claudio, erano ancora frastornati dai tragici avvenimenti delle settimane precedenti, ma sentivano il bisogno di riunirsi. Venne così indetta un'assemblea a cui intervennero anche quelli che di solito non partecipavano. C'erano tutti: gli studenti, gli insegnanti, il personale non docente e il preside.
Il preside, Berardino Claudio, non era del genere tradizionale per quei tempi.
L'anno prima si era diretto indignato verso un plotone di polizia, che "osava" stazionare sotto la scuola in autogestione. Aveva letteralmente ordinato al commissario di andarsene, dalla sua scuola e dai suoi studenti.
Lui garantiva per gli studenti che, pure, non erano certo studenti della cui tranquillità si poteva garantire ad occhi chiusi. La polizia se ne andò.
All'assemblea di quel maggio, la mozione passò all'unanimità, nessuno aveva dubbi: la nostra scuola, che non aveva mai avuto un nome, si sarebbe chiamata Claudio Varalli.
Il preside prese il microfono ed annunciò: "Io penso alle scartoffie per ufficializzare la cosa, voi intanto preparate la targa da esporre fuori dalla scuola. Che provino a levarla."
La targa fu affissa dal padre di una studentessa della scuola nel giro di una settimana, a fianco dell'entrata principale.
Era una lastra di marmo rosso, che recitava a lettere dorate: "ISTITUTO TECNICO STATALE PER IL TURISMO CLAUDIO VARALLI".
Niente citazioni, niente slogan. Questo sarebbe semplicemente stato il nome della scuola e voleva essere un dato di fatto.
Nel frattempo però, le scartoffie approntate dal preside non erano andate a buon fine: gli enti preposti risposero che per dedicare una strada od un edificio a qualcuno bisognava attendere 10 anni dopo la morte.
D'altra parte, già nella seconda metà del 1978, le scuole e le strade dedicate ad Aldo Moro erano spuntate un po' dovunque, nell'anno stesso della sua morte. Evidentemente, anche la burocrazia ha due pesi e due misure……..
Nonostante questo, nessuno si sognò mai di levare la lastra di marmo, ne' di nominare la scuola altrimenti: Varalli era e Varalli sarebbe rimasta.
La targa rimase affissa alla scuola fino a che questa non venne trasferita altrove, 22 anni dopo. Non era possibile rimuovere la targa dal vecchio edificio senza distruggerla.
Gli amici ed i compagni di Claudio, si recarono allora alla nuova sede per riavviare le pratiche ufficiali di nomina della scuola. Purtroppo l'atmosfera era molto cambiata dagli anni 70, un Consiglio d'istituto forse eccessivamente "pluralista" ritenne la proposta "faziosa".
Gli insegnanti non erano più gli stessi e gli studenti tanto meno.
Ulteriori richieste avanzate ad altri organismi caddero nel vuoto e nell'indifferenza.
Ma oggi, nel 2001, finalmente la Scuola è stata intitolata a Claudio Varalli