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Intervista alla mamma di Claudio Varalli e al fratello Daniele (aprile 1995)
 

(è la trascrizione di un'intervista realizzata per il video e propone tutte le caratteristiche del linguaggio parlato)

Daniele Varalli  - fratello di Claudio

Il mio ricordo è soprattutto l'ultimo giorno..io stavo dormendo come tutti i bambini che fanno il riposo pomeridiano..lui è uscito e poi è ritornato..era già giù dalle scale davanti al portone, è rientrato, mi ha salutato e poi è riuscito...come se si sentiva qualche cosa. Di solito si dice che uno ha delle sensazioni strane. Questo è il ricordo che mi rimane più in mente perchè per il resto...si i giochi che si facevano, però, avendo 6 anni ecc ecc non è che ci sono poi tanti ricordi, però questo, il fatto di uscire...

Mamma
..guardi alle 5.0 era ancora qui a casa. Ora che è andato a prendere il tram..non è come se fosse stato un giorno che dico, va bè, è stato fuori dalla mattina alla sera magari uno pensava un po' male, sa com'è, però era a casa, sarà stato le 5.00 che è andato via  "devo andare via, devo andare, è tardi, è tardi"...dopo mi è rimasto impresso quel fatto lì che è tornato indietro, ci ha fatto il bacio...”com'è, hai detto che è tardi..?” ci ho detto, Claudio che sei venuto su ancora,  e poi l'è 'ndà. E verso le 7 e mezza si è sentito quella cosa lì..
D- Come avete saputo?
Mamma- sono venuti qui due ragazzi della sua età, no forse qualche anno di più, e han detto.. io pensavo che si fosse fatto male, sarà così..un incidente con il motorino...neanche per sogno...ho messo dentro il pigiama, ho fatto su la borsa...una signora qui di dietro ( che oggi è morta poverina..).."vi porto io con la macchina" perchè ho cumincià a tremà...ho messo dentro il pigiama, ho fatto su la borsa e la signora mi ha accompagnato fin lì all'ospedale Fatebenefratelli. Io come sono arrivata, anche tutta di corsa, anche conciata sa....quando ho visto tutte le cose lì, tutti i giornalisti...sono crollata..."è successo qualcosa?"  ...sa quando uno arriva tutto di corsa, con la borsa di plastica...non sta li a guardare..ho visto tutta la gente...ho chiesto...”l'è 'nda, l'è nda”....mi han fatto una puntura...signora stia tranquilla, stia tranquilla...poi me lo han fatto vedere, io ho detto”:no, non me la sento”...mio marito lo hanno messo su una barella è andato...io sono andata poi un giovedì, dopo...però era bello..come prima, sorridente, non è che era...era li bell, sembrava neanche morto, solo che aveva quel buco lì...
D- come vivevate voi, lei e suo marito, le scelte politiche di Claudio: Claudio vi parlava..?
R- Si, Claudio, specialmente quando era piccolo, sa perché noi, specialmente io, sono molto di chiesa, lo avevo cresciuto...andava sempre all'oratorio, faceva il chierichetto, insomma era un ragazzo molto sensibile, iniziava da piccolo a pensare...mi ricordo che aveva 8 o 9 anni, o 10...mandavano via, sa quei sfratti, lui andava, io non volevo, sa com'è, però lui ha sempre avuto quella cosa della politica...Infatti lui alla mattina andava via presto perché andare fin la si alzava alla 6.30 e delle volte non veniva neanche a casa a mangiare..Anche alla domenica dicevo:."Perchè vai fino a Milano per vendere il giornale?"..la mattina andava per vendere il giornale lì infondo al Movimento Studentesco, il pomeriggio andava ancora a Milano, insomma Milano era la sua casa...Mi diceva sempre "Mamma, piuttosto che essere senza giornale...piuttosto una bistecchina piccola così..ma senza giornale, magari anche due, tre..."madonna, ammò te cumpret el giurnal?" "No, io non dico mai se la bistecca è piccola o grande, piuttosto senza mangiare ma mai senza giornale"
D- Signora veniamo ai processi: ci sono stati il primo processo e poi l’appello, poi la Cassazione e la vicenda di Claudio…
Mamma – E si guardi, quel giorno là, il mese di agosto, ce lo ricordiamo sempre – eh Daniele? -  Lui è uscito in agosto , ha fatto dentro 7 o 8 mesi, non so…e allora sentiamo per televisione a dire: “Braggion è uscito”. Come è uscito? Siamo rimasti bloccati…sa non perché…tanto a noi non tornava più…però com’è, senza neanche niente, uscire così. Siamo rimasti lì bloccati, perché il sangue è sempre sangue, insomma