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Claudio Varalli e Giannino Zibecchi

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rielaborazione foto uliano lucas 
L'idea di una società più giusta aveva coinvolto persone,  intelligenze, passioni.

La politica era impegno sociale e individuale, senza ricerca di tornaconti personali.

L'obiettivo era l'emancipazione collettiva, la costruzione di una società più civile e democratica.

Nel 1975 Claudio Varalli e Giannino Zibecchi, come altri giovani, pagarono con la vita il loro impegno.
Foto di Uliano Lucas  (Piazzale Accursio, Milano, 1971) www.ulianolucas.it
 

28 gennaio 2012

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Dobbiamo grande riconoscenza a Giorgio Bocca

Scritto da pigi   
Lunedì 26 Dicembre 2011 16:07

Scompare una delle voci più coerenti della cultura antifascista italiana. Perché Giorgio Bocca ha sempre rivendicato con orgoglio la sua esperienza partigiana, ma negli ultimi anni è diventato addirittura pervicace nel ricordare continuamente l’importanza della Resistenza per la storia e soprattutto per il presente del nostro paese. E aveva davvero ragione, perché la Resistenza è il valore fondante dell’Italia moderna e non è un caso che la destra – in primo luogo quella creata e stipendiata in questi vent’anni da Berlusconi – ha avuto come obiettivo la sua denigrazione e il suo svuotamento. Bocca, con il suo impeto istintivo che a volte e per altri versi non lo rendeva particolarmente simpatico, aveva ben presente l’importanza centrale di tenere vivi i valori che la Resistenza avevano determinata e resa vincente: infatti banalizzare il riscatto dell’Italia compiuto nel 1945 e ridare dignità ad aguzzini e stragisti è fondamentale per cancellare nelle giovani generazioni l’amore per una libertà piena, per la giustizia sociale, per un mondo fatto per tutti e non per i più forti. Non sarebbe giusto, però, limitare il ricordo di Giorgio Bocca al solo aspetto antifascista della sua opera. Bocca è stato uno dei migliori giornalisti italiani, autore di memorabili inchieste, di articoli e interviste che hanno scritto la storia di questa professione. Sempre caratterizzato da un anticonformismo che a volte gli ha fatto rischiare posizione discutibili, ci ha consegnato un insegnamento: ragionare sempre con la propria testa è la scelta migliore. Prima o poi ci si trova dalla parte giusta.


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PER NON DIMENTICARE - L'ARCHIVIO FOTOGRAFICO

FOTOCRONACA 12 DICEMBRE 2011

foto dell'archivio pernondimenticare
foto di  Massimo Forlivesi

 

12 dicembre 2011


 

Nori Brambilla Pesce "SANDRA"

Pubblichiamo il comunicato Ufficiale del Comitato Provinciale ANPI di Milano, ricordiamo che

La cerimonia funebre si svolgerà mercoledì 9 novembre
nella sala "Di Vittorio" della Camera del Lavoro,
in Corso di Porta Vittoria 43 a Milano alle ore 15,00.

La camera ardente sarà aperta alle ore 11 di mercoledì 9/11
nella stessa Camera del Lavoro  

L’Anpi Provinciale di Milano ricorda con commozione ed affetto la partigiana Nori Brambilla Pesce, la cui vita è stata interamente dedicata alla battaglia per gli ideali della libertà, per i valori dell’antifascismo, della Resistenza e allo sforzo per costruire una società più democratica, più libera e più giusta.


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DA ARDIZZONE AD ABBA

MILANO TRA GUERRA FREDDA E RAZZISMO

STORIE DI GIOVANI ANTIFASCISTI

giovedì 27 ottobre ore 14.30-16.30
Università Statale Facoltà umanistiche
via Festa del perdono 3 aula 517

 
Nel 49° anniversario dell’uccisione di Giovanni Ardizzone
un incontro per riflettere sulle vite di tanti giovani uccisi dal 1945 ad oggi
e per comprendere l’attualità della loro lotta nella situazione italiana di oggi
 

 

APPELLO AGLI ANTIFASCISTI MILANESI

NESSUNO SPAZIO AGLI SQUADRISTI
NELLA CITTÀ CAPITALE DELLA RESISTENZA
LANCIAMO UNA GIORNATA CITTADINA DI RICORDO
DEI CADUTI ANTIFASCISTI DEL DOPOGUERRA
 

Negli ultimi anni è cresciuta pericolosamente a Milano la presenza e l’attività di gruppi dichiaratamente fascisti e nazisti. Un’attività che non si è limitata alla propaganda di odiose e illegali ideologie condannate dalla storia, ma si è concretizza sempre più in azioni violente.
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25 maggio 2011



RICORDIAMO ALBERTO BRASILI

PER TENERE VIVA LA MOBILITAZIONE ANTIFASCISTA

Il 25 maggio è l’anniversario dell’assassinio di Alberto Brasili. 36 anni fa un gruppo di fascisti lo accoltellava in via Mascagni assieme alla sua fidanzata che si salvò dall’agguato. Uno dei tanti episodi di squadrismo che hanno segnato la vita della città di Milano.
Negli ultimi anni è cresciuta pericolosamente a Milano la presenza e l’attività di gruppi dichiaratamente fascisti e nazisti. Un’attività che non si è limitata alla propaganda di odiose e illegali ideologie condannate dalla storia, ma si  concretizza sempre più in azioni violente. Un ritorno agli anni Sessanta, quando le squadracce erano usate per intimidire, aggredire e terrorizzare i lavoratori e gli studenti che lottavano per difendere i propri diritti. Allora i fascisti erano protetti e incoraggiati da chi li utilizzava come mano d’opera lanciata contro le rivendicazioni popolari. In quegli anni numerosi giovani persero la vita, assassinati dai fascisti o uccisi in scontri di piazza, mentre si battevano per maggiore giustizia sociale e in difesa della democrazia minacciata.
Ma oggi c’è un ulteriore elemento di estrema gravità: i gruppi neofascisti sono contigui alle forze politiche al governo del Paese e della città e molto spesso fanno parte delle stesse coalizioni elettorali. Un fattore che consente loro di organizzare indisturbati una propaganda che nega i valori dell’antifascismo e della Resistenza, aprire sedi e organizzare spedizioni punitive, come è accaduto lo scorso 29 aprile contro l’iniziativa in ricordo di Gaetano Amoroso, un giovane antifascista colpito a morte nel 1976. Una situazione che non può più essere trascurata, anche perché inserita in un contesto europeo che vede in molti paesi una preoccupante crescita dei movimenti fascisti e nazisti.
Milano non si merita di essere infangata in questo modo, la capitale della Resistenza deve difendere la propria dignità. Serve una forte e ampia campagna informativa, culturale ma anche di concreta mobilitazione per impedire a questi gruppi di nuocere alla vita democratica della città.
Lanciamo un appello a tutte le forze democratiche e antifasciste, ai lavoratori, agli studenti, ai singoli cittadini perchè facciano sentire la loro voce, per ribadire ancora una volta che i conti con il fascismo sono stati chiusi nell'aprile del 1945 e che i partigiani sono coloro che hanno restituito l’onore all’Italia.
Negli scorsi decenni tanti giovani sono stati uccisi nelle strade di Milano in nome dei valori di libertà e dell’antifascismo e le lapidi che ne ricordano il sacrificio sono accanto a quelle dei caduti della Resistenza.

Mercoledì 25 maggio 2011

Ricordo di Alberto Brasili

ore 18.30 via Mascagni  posa di una corona alla lapide

 

Memoria Antifascista, Camera del Lavoro Milano, Anpi provinciale Milano, Adesso basta!, Zona 3 per la Costituzione, Circolo Arci 26x1, Partito della Rifondazione Comunista e Federazione della Sinistra, Pcl

 

Aggressione fascista il 29 aprile

alcune immagini della provocazione I fascisti sono sempre gli stessi e come potrebbero cambiare? La loro ragione d’essere è l’aggressione e il tentativo di impedire agli altri di esprimere le proprie idee e di organizzare le proprie iniziative. Se dovessero articolare anche un primitivo pensiero inciamperebbero rovinosamente e allora meglio rifugiarsi nell’unico mestiere che conoscono: la violenza.
E questa semplice realtà si è mostrata chiara il 29 aprile.

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29 aprile 2011

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16 aprile 2011

Il video del 16 aprile 2011

filmato da youtube di videomaker20001
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Coro Suoni e l'Anpi

L'intervento del coro "Suoni e l'Anpi" al presidio di Corso XXII Marzo il 16 aprile 2011
 

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Fascisti su Marte? No sul web

C'era da aspettarselo. Quarant'anni fa i fascisti schedavano segretamente gli studenti più attivi nelle lotte e li aggredivano con modalità diverse: davanti alla scuola, sotto casa, nel quartiere. Con spranghe, coltelli e pistole. Oggi, nonostante in quanto fascisti siano geneticamente incapaci di evolvere nel cervello, sono sensibili agli strumenti della seppur odiata modernità (se lo sapesse Evola) e quindi utilizzano il web.
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Fascismo rampante

Ancora un miserabile episodio di fascismo rampante nel nostro paese.
I bambini della scuola media vengono ricevuti dalle autorità governative per presentare un piccolo programma di musica e canti. Finito il programma intonano Bella ciao. La preside manda una lettera alle famiglie indignata per l'incredibile episodio di cattivo gusto rappresentato da questa canzone.

Ci domandiamo dove sia il cattivo gusto,
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