D -Puoi
ricostruire il clima degli anni ’70 dal punto di vista dell’informazione?
R- C’era una certa contrapposizione nel senso che la scelta
di campo era qualche cosa che segnava. Io lavoravo in quei tempi a Panorama,
avevo iniziato nel ’69 a Panorama, il quale passava addirittura per essere
un pericoloso organo di controinformazione e pensa che il direttore era
Lamberto Sechi, un tranquillo signore che oggi diremmo liberal-democratico.
Infatti la vera controinformazione si faceva nel Bollettino di Controinformazione
Democratica. Stetti 5 o 6 anni a Panorama e poi ebbi l’occasione di cambiare
di andare in un giornale un po’ più radicale. Questo definisce un po’ il
clima di quei tempi.
Oggi come ieri, gente come me sentiva il bisogno..allora avevo 30 anni,
oggi ne ho 50…si sentiva il bisogno di uscire dall’equivoco della stampa,
tra virgolette borghese e chiudersi in una nicchia un po’ più protetta
in cui ci si guardasse tra amici in cui non si dovesse più fare mediazione,
troppa mediazione. Li, mi ricordo, c’erano alcuni giornalisti, Marco Nozza,
Marco Fini che facevano un po’ di informazione accettabile, sicuramente
accettabile, intendo nel clima…D’altra parte calcola che siamo agli inizi,
ai timidi inizi del terrorismo. Non era ancora come sarebbe diventato dopo,
però cominciava a diventare difficile essere di sinistra: Come oggi, se
tu dici che sei per prodi sei “uno sporco comunista”…è incredibile questa
parola che riciccia dopo 20 anni come offesa riferita a gente…Prodi comunista…persino
Dini
D- Veniamo ad ABC che tu dirigevi: che giornale era?
R-
ABC, ve lo ricordate tutti è stato un giornale che era una grande bandiera
della rivoluzione del costume ed anche delle lotte civili. L’editore era
Cardella, che oggi si occupa di tossicodipendenza, il leader della comunità
che è stata quella di Rostagno, Saman, mi chiamò, ricordo che vendeva 15.000
copie, una cosa quasi inesistente. Io deciso di spostarlo completamente:
togliemmo ogni residuo di culi e di tette, lo portammo obbiettivamente
molto a sinistra e…nella redazione c’era, non o, Audino, ricordate Savelli
editore, c’era Lidia Ravera, c’era Guido Passalacqua, tutta gente più o
meno legata a Lotta Continua..e questo spostamento a sinistra, facendo
una roba serissima, alla Panorama però di sinistra, proprio di sinistra
tosto, grandi inchieste sull’Autonomia operaia, documenti di Curcio come
piovesse, avemmo addirittura una perquisizione della polizia perché il
giorno stesso che Curcio scappò da Casale Monferrato, noi pubblichiamo
un documento di Curcio. Al di là della follia di pensare che Curcio esce
dal carcere e la prima cosa che fa viene ad ABC a portarci un documento,
ce lo avevamo già da tempo, potevano pensarlo, lo pensavano. Le tentavano
tutte..distribuendo volantini fuori dalle caserme che invitavano alla diserzione,
fu una cosa ignobile…e il risultato fù che in breve tempo da 15.000 copie
passammo rapidamente a 12.000/13.000 copie. Il giornale era obbiettivamente
brutto, dal punto di vista grafico era brutto, politicamente era molto
spinto…però cominciava pian piano a farsi riconoscere
D- All’indomani dei fatti del 16 e 17 aprile, ABC uscì con 2
numeri, prima un numero speciale poi un’altra edizione con una denuncia
molto dura nei confronti delle forze dell’ordine e dei fascisti, ci racconti
i retroscena di quel numero e come arrivarono in redazione le notizie?
R-
Avevo appena conosciuto un giovane giornalista, collaboratore di Panorama,
Sergio Frau, che oggi lavora alla Repubblica , firmammo il contratto e
lo mandammo a seguire la manifestazione, questa grande manifestazione che
sarebbe poi sfociata…erano già successi degli incidenti, era già morto
Varalli, era il 17 aprile e lo mandammo a seguire questa manifestazione.
Lui vide la manifestazione, vide gli incidenti , che cosa successe e dopo
le fotografie saranno abbastanza chiare: Infatti noi pubblicammo anche
la sequenza dei camion presa da un fotografo che stava dall’altra parte
della piazza: le fotografie sono sempre cose ferme, ma lui era lì,
lo scrivemmo, era talmente grossa la cosa che decidemmo di fare uno speciale.
Il giorno dopo c’era un’enorme manifestazione e noi facemmo una edizione
speciale con le fotografie degli incidenti. I quotidiani non mettevano
le fotografie proprio a quei tempi, i settimanali aspettavano e noi uscimmo
il giorno dopo con le fotografie degli incidenti in cui si capiva benissimo
tutto. I titoli erano…non vorrei sbagliare ma erano “Varalli assassinato
dai fascisti, Zibecchi assassinato dai carabinieri”. Il risultato fu una
grande penetrazione nel mondo della sinistra, per la prima volta si capì
che ABC era qualche cosa di diverso da quello che uno pensava. Fù incredibile
vedere questa marea di giovani, di operai, di gente incazzata tutti
quanti con in mano il nostro giornale. Dopo 3 giorni uscì il numero normale,
nel frattempo c’erano state le dichiarazioni del ministro dell’interno
che era Gui allora, che diceva che non era stato sparato neanche un colpo:
Frau, che era il nostro lì e aveva visto i poliziotti sparare e poi c’erano
stati anche dei fotografi…noi pubblicammo in prima pagina le foto dei poliziotti
che sparavano…
D - ..con il titolo “le menzogne di Gui”..
R- sì, “le menzogne di Gui”. Il giornale esce, ora non ricordo
il giorno, mettiamo che esca lunedì, martedì ci hanno chiuso!
D- Si è trasferito qualche cosa di questa esperienza, di questa
informazione…da ABC a Cuore?
R- ma io direi che c’è tutto nel senso che…io vedo una tale
analogia con quei tempi…se devo essere sincero considero più rischiosi
questi, oggi…oggi che se non stiamo attenti qualcuno ci toglie tutto. Oggi
sento più di allora l’esigenza di vivere in un giornale che, non dico ..allora
si diceva fare controinformazione, oggi basta dire informazione, oggi poca
gente fa informazione: Oggi è più importante non fare più mediazioni, non
fare più collusioni,..cercare di mettersi d’accordo. Oggi bisogna stare
da una parte o dall’altra, rispettabilissimo anche chi sta dall’altra parte,
però non bisogna più fare confusione.
Per questo mi sento come all’ora ad ABC, devo dire mi sento meglio,
ABC vendeva 15.000 copie, qui ne vendiamo 80.000……….