CERCA

dal nostro archivio

  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
PDF Stampa E-mail

Un caro amico

Grazie Lela, non mi ero mai più  sentita così vicina a quei fatti.
Hai tolto lo strato depositato dal passare degli anni e anche quello che avevo aggiunto io per non provare il dolore di avere perso, in quel lontano 16 aprile, quello che per molti era “solo” un compagno di lotte ma che per me era soprattutto un caro amico.
Leggendo il tuo racconto ho rivisto come in un film quel giorno all’obitorio …
Io che accarezzo Claudio, che gli parlo, che come te mi domando come si possa morire per colpa di un piccolo foro dietro l’orecchio….
E mi riecheggiano nelle orecchie le urla della mamma di Claudio la sera prima all’ospedale Fatebenefratelli dove ero corsa nella speranza che tutto fosse solo un brutto sogno, si dice così no?
Il sogno era quello iniziato quel maledetto 16 aprile con la manifestazione per le case occupate di Corso Garibaldi. Io non ero potuta andare, divieto di uscire di casa per tutto il giorno, mio papa’ stava lavorando alla ristrutturazione del teatro Fossati e non potevo farmi trovare in manifestazione …
Ero a casa mia con Claudio e Bernardo, due compagni della Bocconi,  mi stavo cambiando, avremmo poi raggiunto altri compagni in piazza Santo Stefano, forse si usciva, forse c’era qualche riunione …
Ma appena arrivati in Santo Stefano l’agitazione che serpeggiava tra i compagni era palpabile, si tagliava col coltello. Ricordo che qualcuno si è avvicinato a me, cercavano di dire e di non dire per paura della mia reazione …
E’ morto. No, e’ ferito … I ricordi diventano confusi …
Il cuore si stringe, si avvolge di una profonda tristezza che ancora oggi è presente.
Cosa dire quando ti saluti fuori da scuola, ti dai appuntamento alla sera per organizzare la giornata seguente - io e Claudio eravamo insieme responsabili del collettivo della scuola - e ti ritrovi a sussurrare parole e accarezzare un corpo freddo e immobile?
Certo tanti sono stati i progetti … Per il futuro, le confidenze ... che università pensi di fare ? io lingue e tu ? ma io non so forse biologia … e poi i racconti delle storie d’amore ... anni meravigliosi, anni innovativi, trasgressivi, vivi di fermento, d’amore, di condivisione e speranza in una vita migliore.
Claudio era timido ma leale e affettuoso, era uno su cui potevi contare.
Il ricordo ancora struggente di quel cane di peluche enorme che ho comprato per regalarlo al fratellino di Claudio, quelle visite a casa di Claudio a parlare con sua mamma.
Ma cosa sapevo io allora del dolore di una madre che vede il figlio uscire di casa e lo rivede morto assassinato in un ospedale?
Ricordo che in una di queste visite la mamma di Claudio mi aveva detto che lui le era apparso in sogno e le aveva detto di dirmi che stava bene ... quanti ricordi affiorano alla mente.
Il ricordo che può sembrare sbiadito è invece vivo nel sentimento, nel cuore e mi accompagnerà per sempre.
Che altro dire: sperare sempre che tutto ciò non sia stato inutile, anche se la perdita di una vita umana non giustifica mai abbastanza un ideale e in modo speciale quando si ritratta di un amico sincero.
Sicuramente la nostra vita di ragazzi spensierati è cambiata quella sera del 16 aprile.
Ci siamo trovati ad affrontare la morte improvvisa e tremenda, ci siamo trovati coinvolti in eventi più grandi di noi. Eventi che ci hanno però lasciato una grande maturità, che ci hanno legato gli uni agli altri con sentimenti profondi di amicizia, stima, affetto e solidarietà. Per questo dico: grazie Claudio, con il tuo sacrificio non voluto né cercato - eri così legato alla vita e ai tuoi sogni ! - hai lasciato nei nostri cuori questi sentimenti profondi che ci accompagneranno per tutta la vita.

Paola Amagliani
Milano