Da quando, nel 1975, Claudio Varalli e Giannino Zibecchi sono
stati uccisi dai fascisti il primo, dai carabinieri il secondo,
abbiamo mantenuto l'impegno di ricordare, ogni anno, il loro assassinio.
Non crediamo che il mazzo di fiori che
in tutti questi
anni abbiamo portato, ogni 16 e 17 aprile, davanti alla lapide
che ricorda il loro sacrificio, costituisca un gesto capace di
lasciare una traccia indelebile nella coscienza popolare della
città di Milano. Ci sembra, comunque, di avere in qualche
modo contribuito a tenere vivo il ricordo di due giovani antifascisti,
il che è sicuramente importante per tutti coloro che, in
questo paese, hanno a cuore la democrazia.
Con questo stesso spirito vogliamo, in occasione del venticinquennale
del loro assassinio, mettere a disposizione di tutti i materiali
di questo sito, che vuole essere un momento di ricerca, approfondimento
e dibattito sulla storia di quegli anni, aperto alle riflessioni
ed agli interventi esterni.
In tutti questi anni abbiamo firmato appelli, manifesti e annunci
sui giornali firmandoci nell'unico modo che ci è sembrato
onesto e chiaro:
Infatti siamo alcuni dei tanti, allora giovani, che hanno combattuto
a partire dal '68 contro le strategie antidemocratiche e golpiste
della Democrazia Cristiana e dei fascisti, che hanno trascinato
il nostro paese nuovamente sull'orlo del baratro della perdita
della libertà. Ed è anche grazie al sacrificio di
giovani come Claudio e Giannino che quelle manovre sono fallite.
Crediamo che quegli ideali e quei valori per i quali ci siamo
battuti siano la base irrinunciabile di una società che
abbia diritto di definirsi civile. E anche se oggi abbiamo tanti
anni di più, famiglie, figli e lavori che ci assorbono
e facciamo fatica a riconoscerci in un quadro e strategie politiche
confusi e non coinvolgenti, vogliamo riaffermare i principi che
hanno dato vita alla Resistenza e alle lotte giovanili degli anni
Settanta, quella che giustamente abbiamo chiamato Nuova resistenza.
Fotografia dell'archivio Per non dimenticare