CERCA

dal nostro archivio

  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
  • dal nostro archivio
L'Unità monta uno "scandalo" Luttazzi copia! e allora? fa bene! ha fantasia ... PDF Stampa E-mail
BLOG - NEWS
Giovedì 10 Giugno 2010 13:53

Luttazzi, se copia, ha in ogni caso diritto di copiare. Senza copiature, ispirazioni, trasformazioni, letture, furti di metafore e battute, copiature integrali o quasi la letteratura sarebbe poca cosa, forse una qualche poesia e stop. Tutti i letterati e gli scrittori leggono e analizzano i testi altrui e da qui prendono ciò che gli serve per completare o rifinire o rimpolpare la propria opera. Naturalmente ognuno con il suo stile. I copiatori integrali e stupidi non sono più di due o tre. La Rosetta Alberoni che copiò molte pagine di un suo romanzetto da Via col vento (pensa un pò)  dimenticandosi persino di cambiare il colore delle divise dato che il suo romanzetto era ambientato in Lombardia e gli ufficiali  austriaci indossavano divise diverse dagli ufficiali USA durante la guerra di secessione. Un altro fu il povero Fogar che rubò una paginetta di descrizione dell'Oceano. In entrambi i casi non c'é nulla di male, si trattava di due goffi dilettanti. Ma copiare in letteratura é un diritto. E' il diritto a trovare ispirazione in quello che altri hanno scritto.
Leggere gli altri é importante, c'é sempre qualche sfumatura, qualche passaggio, una o più immagini, le storie, ecc che possono arricchire o ispirare il lavoro degli altri. C'é sempre un fatto originale o la descrizione di questo fatto da cui partire.
Poi ognuno ci mette del suo, questo é evidente. Deve esserci il lavoro di trasformazione e integrazione, l'amalgama, come si diceva, ma la copiatura di brani o idee spesso serve da lievito mai il risultato é identico o simile.
Sono confortato in questo  dall'opinione di Gabriele d'Annunzio che addirittura pubblicò integralmente una poesia di un poeta famoso (forse Carducci, ma non ricordo bene) apponendo la propria firma.
Figuriamoci uno come Luttazzi dallo stile particolare e inconfondibile se non può copiare. Certo che può, e le battute copiate prendono nuova vita dal suo stile inimitabile.
Cerchiamo di non essere ridicoli in questa ricerca dello scandalo dove non c'é.
Sì gli scrittori copiano, da sempre, per primo Omero e anche Esiodo e senza di loro Virgilio (il marone) sarebbe un tapino senza arte... ma vogliamo scherzare? le fonti esistono da sempre e si copia, sta poi al genio e alla creatività di ognuno elaborare il materiale. Anche Dante e Shakespeare hanno fruito di queste facilitazioni...figuriamoci un comico come Luttazzi che queste battute " rubate" le rielabora nel suo particolarissimo stile.
I comici poi sono sempre a "caccia" di battute, dagli amici, amici degli amici, conoscenti, professionisti nel procacciare battute...ma basta! sembra che i creatori della polemica sull'Unità, non sappiano niente dei comici e della linfa che necessariamente nutre la loro verve.
"Sono delusa, credevo che fosse un genio". Non diciamo stupidate, il genio procura qualche battuta ma con i ritmi della modernità ci vorrebbe una catena di montaggio...e non é li che si nasconde il genio ...